Il complesso del Santuario di Santa Maria del Lavello, che sorge in prossimità delle sponde del fiume Adda, comprende la piccola chiesa d’origine romanica dedicata alla Beata Vergine, il campanile del XVIII secolo, e due chiostri.
Un documento del 1138 parla di un insediamento fortificato, con annessa una chiesa, i cui resti si possono ancora rintracciare nell’attuale area del complesso.
Nel XV secolo ebbero inizio la costruzione degli alloggi per l’ordine dei Servi di Maria e il riassestamento dell’adiacente chiesa romanica del XIII secolo.
La chiesa, ingrandita nel XVI secolo, presenta una navata unica suddivisa in tre campate rette da archi acuti.
Da ammirare, all'interno dell’edificio, gli affreschi votivi del XV secolo, l’“Assunta fra Angeli” e l’“Annunciazione” del XVI secolo - scoperti solo recentemente - e un pulpito ligneo barocco.
All’inizio del XVI secolo iniziò la costruzione del chiostro minore, composto da belle colonne in arenaria sormontate da capitelli a volute e a foglie stilizzate. Il chiostro maggiore, del XVI secolo, è incompleto.
Una leggenda molto curiosa è legata alla storia di questo edificio: nel 1480 venne ritrovata, sotto una tomba, una sorgente d’acqua che, in seguito a prodigiose guarigioni, venne ritenuta miracolosa. Su di essa venne creata una fontana, o avello, oggi ancora individuabile in una sorta di pozzo.








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