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lunedì 19 luglio 2010

Via D'Amelio 18 anni dopo Il ricordo e le polemiche


MILANO - Via D'Amelio è quasi deserta, nel giorno del diciottesimo anniversario della strage di mafia in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta. Una decina di persone partecipa al presidio organizzato nel luogo dell'eccidio dall'associazione «19 luglio», iniziativa che apre le manifestazioni odierne a Palermo. Scarsa quindi la partecipazione all'iniziativa, all'indomani della marcia delle «Agende rosse» alla quale hanno preso parte poco meno di cento persone.

LE INIZIATIVE - Anche quest’anno Palermo celebra con una serie di eventi la giornata del ricordo, celebrazioni ancora più significative dopo il danneggiamento di sabato, in via Libertà, delle statue in gesso di Falcone e Borsellino poste proprio in occasione di questo anniversario. Alle 16.55, ora della strage, l'associazione «19 luglio» ha organizzato un minuto di silenzio, sempre in via D'Amelio. Quindi, due cortei attraverseranno la città. Uno, cui hanno aderito dodici associazioni nazionali e cittadine, tra le quali anche Libera, partirà alle 18 e arriverà all'albero Falcone, altro luogo simbolo di Palermo. Al corteo dovrebbe prendere parte l'esponente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Alle 20,30, invece, Giovane Italia ha organizzato una fiaccolata, cui parteciperanno il presidente della Camera Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. A Palermo dovrebbe esserci anche il presidente del Senato, Renato Schifani, mentre non ci sarà nessun esponente del governo. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano farà celebrare alle 18 una messa in suffragio, al ministero, per ricordare Paolo Borsellino.

ASSENZE E POLEMICHE - L'assenza del Guardasigilli a Palermo non è piaciuta all'Italia dei Valori. «L'inattesa comunicazione dell'assenza del tutto immotivata del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che domani non parteciperà alle celebrazioni per il 18simo anniversario della strage di via D'Amelio,è una gravissima mancanza di rispetto per il suo ruolo istituzionale, per le vittime e per i parenti» ha scritto in una nota il portavoce Idv, Leoluca Orlando. «La cosa lascia ampio margine di riflessione - aggiunge l'esponente dipietrista - e rischia di essere interpretata come l'ennesimo inquietante messaggio a quell'intreccio perverso fra mafia, politica, affari e massoneria deviata che il ministro dell'ingiustizia, Alfano, non sembra abbia particolare interesse affinché‚ sia svelato. Infatti è impegnato nel pressoché‚ impossibile tentativo di conciliare il suo ruolo istituzionale con le leggi vergogna, le leggi ad personam, i condoni, i lodi e gli scudi fiscali concessi che costituiscono il pi— grande regalo che la politica abbia potuto fare alla cultura della legalità e a tutte le mafie».

BERSANI - Polemiche a parte, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, ha voluto ricordare il giudice ucciso dalla mafia. «A diciotto anni dalla strage di via D'Amelio dobbiamo impegnarci perché non si affievoliscano nel Paese né la sete di verità e di giustizia, né la volontà di costruire una convivenza civile che possa fondarsi su una piena affermazione di legalità» ha spiegato il leader dei democratici.
Corriere.it

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