
Quando l'indie rock, anche quello più "studiato", assesta un colpo alle chart è sempre una (buona) notizia. I primi dati sull'uscita tardo-primaverile del quintetto di Brooklyn, guidato dai fratelli Aaron and Bryce Dessner, parlano chiaro.
Nella prima settimana, High Violet, ha già raggiunto le prime posizioni in Nord America e Gran Bretagna, emulando, chissà, le fortune del precedente Boxer. I National suonano come una copia "solare" dei Joy Division o una più dark degli U2. Sono gli Elbow passati ai raggi wave o i Tindersticks in chiave pop (la voce di Dessner è molto simile a quella di Stuart Staples), sorretti da un impatto emotivo che odora di Depeche Mode.
Brillano di luce propria Terrible Love, Sorrow (superba citazione slow motion di I Don't Want To Get Over You di Stephin Merritt con quell'attacco di batteria che sembra campionato da Red Rain di Peter Gabriel), Anyone's Ghost, Bloodbuzz Ohio, Lemonworld (memorabile).
Lorenzo Barbieri








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