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lunedì 14 giugno 2010

Apocaliss mo'

di Marco Presta

CLAUDIO MARCHISIO

Anche se Pirlo dovesse dare forfait ai Mondiali per l’infortunio al polpaccio, non dovremo preoccuparci: un pirla in squadra non ci dovrebbe mancare. Il centrocampista juventino è infatti accusato di aver aggiunto un “ladrona” dopo la frase “schiava di Roma”, nel nostro inno nazionale. Vi ricordate quando ci lamentavamo del fatto che gli azzurri non conoscessero l’inno? Forse era meglio allora. Un fenomeno curioso e inaspettato sta interessando i nostri calciatori: prima Borriello ha criticato Saviano, ora la vicenda Marchisio. Se Carletto Mazzone dovesse rimettere in discussione la poetica del fanciullino di Pascoli, come anticipato dal Corriere dello Sport, il cerchio si chiuderebbe. Al di là delle smentite, il giovane Claudio potrebbe essere un fervente leghista, sarebbe un suo diritto, anche se questo potrebbe creare una situazione imbarazzante a Lippi: se Marchisio attua la sua personale secessione dalla Nazionale durante la partita d’esordio con il Paraguay e si mette a palleggiare per i cazzi suoi a centrocampo, qualche problemino potrebbe crearsi. Staremo a vedere. Intanto, non ci rimane che compiangere il povero Mameli. Se invece di “Fratelli d’Italia” avesse scritto "Grazie Roma", avrebbe avuto meno problemi.

DON EVALDO BIASINI

Chi ti assolve è don Evaldo e ti dice pure il saldo! Ecco l’inno dei parrocchiani di questo modernissimo sacerdote, custode dei soldi dell’imprenditore Diego Anemone. Non a caso ( o ironia della sorte, fate un po’ voi), il religioso faceva parte della Congregazione del Preziosissimo Sangue. Alcuni fedeli si sono insospettiti da quando il loro parroco, durante la messa domenicale, ha chiesto loro di cantare “Gloria a Dio nell’appalto dei cieli” e li invitava a scambiarsi “un assegno di pace”. Centinaia di secoli di storia c’insegnano che il Vangelo ognuno lo interpreta a modo proprio: don Evaldo, più che l’altra guancia, amava porgere l’altro conto corrente e, approfittando di questa pia generosità, il capo della cricca ci ha versato sopra qualche centinaio di migliaia di euro (quando si dice “i valori della fede”). Del resto, anche Gesù era solito intrattenersi con i lestofanti, anche se non risulta che abbia mai avallato operazioni bancarie. Eppure, anche una situazione apparentemente così sgradevole e, osiamo dire, peccaminosa, può condurre la pecorella smarrita a riscoprire una profonda religiosità e, con essa, le grandi figure della cristianità. Ad esempio, Regina Coeli.

MAURIZIO SACCONI

E’ inutile, carissime signore: se in qualche settore avete l’impressione che vi venga concessa la parità, state pur sicure che c’è dietro la fregatura. E che fregatura. Nei giorni scorsi è stato deciso di elevare l’età pensionabile delle donne a 65 anni entro il 2012. Il nostro Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi ha dichiarato immediatamente che non c’è nulla da fare, che “non c’è margine di trattativa” con l’Unione Europea, appellandosi all’inevitabilità del destino, come nella tragedia greca. Per quanto riguarda gli uomini, invece, sembra che l’età pensionabile sarà elevata alla seconda reincarnazione entro il 2018. Si tratta, allo stato attuale, solo di proposte, sia chiaro. L’Inps, senza ombra di dubbio, è messa proprio maluccio, appare quindi inevitabile che lo Stato organizzi la presente, spaventosa “strategia della pensione”. Gli Italiani purtroppo, e le Italiane ancora di più, dimostrano uno scarso senso civico, manifestando una longevità che, di certo, non aiuta i conti pubblici. Le speranze dei nostri connazionali, una volta riposte nell’Uomo della Provvidenza, sono ormai tutte rivolte al tanto auspicato avvento di un Uomo della Previdenza.

SILVIO BERLUSCONI

Dispiace inserire un uomo come il nostro Presidente del Consiglio, sempre così equilibrato, contenuto e riservato, in questa classifica settimanale. Berlusconi ha dichiarato, nei giorni scorsi, che la Protezione Civile non deve andare più all’Aquila in soccorso delle persone terremotate, finché è sotto accusa per omicidio colposo. Se qualcuno, quindi, dovesse criticare la Sanità, i medici ospedalieri dovrebbero rifiutarsi di aiutare i malati e se qualcun altro avesse in mente di esprimere dissenso verso gli sprechi della parata del 2 giugno, l’esercito avrebbe il sacrosanto diritto di non opporsi a un’eventuale invasione da parte della Svizzera. Per quanto riguarda invece la scuola pubblica, si può dire tranquillamente ciò che si vuole, tanto, quella non funziona già di suo. Peccato che la palla con cui si giocano i Campionati Mondiali di calcio sudafricani non sia un prodotto italiano, altrimenti il Premier, qualora le cose non andassero come desideriamo, potrebbe sempre dire: “Adesso basta, il pallone è il nostro e ce lo riprendiamo!”. Un lato positivo Silvio indubbiamente ce l’ha: tra i tanti capi di governo europeo, è il più ecologico. E’ l’unico alimentato da un impianto a gaffe.

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