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sabato 15 maggio 2010

Il governatore della Sardegna Cappellacci indagato per gli appalti sull'eolico


Il presidente della giunta regionale della Sardegna Ugo Cappellacci sarebbe indagato nell'ambito nell'inchiesta della procura di Roma a proposito degli appalti dell'energia eolica sull'isola. Cappellacci ricorre in diverse intercettazioni telefoniche laddove viene discussa la nomina di Ignazio Farris, amico di Flavio Carboni e Denis Verdini, presidente del Credito Cooperativo fiorentino e coordinatore del Pdl, al vertice dell'Azienda regionale per la protezione dell'ambiente in Sardegna (Arpas). Al centro di questa trance dell'inchiesta, che vedrebbe coinvolti anche altri politici, vi sarebbe la richiesta di concessioni e licenze per l'installazione di parchi eolici ai quali sarebbe stato interessato anche il parlamentare Pdl Marcello dell'Utri e il pagamento da parte di ditte interessate di capitali transitati sui conti del Credito Cooperativo Fiorentino.


Gli inquirenti ipotizzano una sorta di «comitato affaristico» per gestire il business delle energie alternative nell'isola e indagano in particolare su alcuni incontri tra il governatore e il noto faccendiere Carboni coinvolto nell'inchiesta. Due di quegli incontri sono stati confermati dallo stesso Cappellacci. «Carboni mi chiese di sottoscrivere un accordo di programma con la Regione sulle fonti energetiche alternative», ha detto il presidente della Regione all'Unione Sarda. «Spiegai che che non era possibile, che la precedente normativa lo consentiva ma che l'avevamo modificata. E da allora non se ne parlò più».


«Sarò giudicato dai fatti: la mia Giunta non ha concesso alcuna autorizzazione e anzi, con riferimento a energie rinnovabili e appalti, abbiamo chiuso nell'armadio a doppia mandata i vasetti della marmellata» è stata poi la reazione del presidente della Regione Autonoma alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati.




Indagato è anche il commissario dell'Autorità d'ambito (Ato) della Sardegna, Franco Piga, per presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti idrici. Si tratta di commesse per oltre 400 milioni di euro. L'avviso di garanzia - secondo quanto si è appreso - è stato contestuale all'acquisizione di documenti, da parte dei carabinieri inviati dai magistrati romani, avvenuta la scorsa settimana negli uffici della sede dell'Ato a Cagliari e nell'abitazione di Piga nell'ambito di un blitz che aveva riguardato anche l'assessorato degli Enti Locali e Urbanistica della Regione Sardegna. Il nome del commissario dell'Ato - nominato nell'incarico nel luglio dello scorso anno dalla Giunta regionale di Ugo Cappellacci - sarebbe emerso dalle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta sulla corruzione legata alla realizzazione di impianti eolici in Sardegna.

Per il filone di indagine sull'eolico, oltre a Carboni, sono sotto inchiesta per concorso in corruzione Denis Verdini, uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, Arcangelo Martino, costruttore, Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias, Ignazio Farris, direttore generale dell'Arpa Sardegna e Pasquale Lombardi, magistrato tributario.
La Repubblica

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