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lunedì 12 aprile 2010

Scintille tra Berlusconi e il Quirinale




Roma, 12 apr (Il Velino) - “Il fervore riformistico ‘bipartisan’ che sembrava essersi impadronito dei due schieramenti dopo le elezioni si è improvvisamente dissolto ieri per il concatenarsi di una serie di fatti, che comprendono, nell’ordine, il discorso pronunciato sabato da Silvio Berlusconi a Parma, la notizia di una forte irritazione del presidente della Repubblica al riguardo e, infine, l’inevitabile ripartenza del gioco ‘sei tu che non vuoi dialogare, no sei tu’ tra esponenti di maggioranza e opposizione. Ben informato – scrive LA STAMPA -, Eugenio Scalfari ha raccontato ieri nel suo editoriale della domenica di una telefonata di Giorgio Napolitano a Gianni Letta per protestare a proposito delle affermazioni di Berlusconi sullo staff giuridico del Quirinale ‘che controlla ogni aggettivo delle leggi’ e sconcertato per l’alternarsi ripetuto di scuse e attacchi nei suoi confronti da parte del premier. Ieri sera, a palazzo Chigi, si buttava acqua sul fuoco. Berlusconi - si sottolineava - non aveva alcuna intenzione di criticare Napolitano, che invece stima, apprezza e con il quale si è congratulato pubblicamente solo pochi giorni fa. Il premier intendeva soltanto mettere in rilievo la farraginosità del processo politico e le difficoltà che incontra l’esecutivo a governare, anche per spiegare la necessità di una riforma che ne accresca i poteri. Chiarirà egli stesso di persona. Fonti ufficiali del Quirinale, tuttavia, confermavano che sabato Napolitano aveva chiamato Letta per trasmettergli la sua ‘profonda irritazione’ e non aveva esitato a spiegarne le ragioni senza ricorrere a giri di parole. ‘Ma è mai possibile - ha sbottato Napolitano nel corso della conversazione - che torniamo sempre al punto di partenza?’”.
“Ne è emerso che, più che l’accenno sgradevole di Berlusconi ai giuristi del Quirinale che ‘controllano ogni aggettivo di ogni legge’, è stato l’intero taglio del discorso del premier a irritare il capo dello Stato. Si attacca lo staff del Quirinale per criticarne la funzione costituzionale che svolge; si torna a sparare bordate contro la Corte Costituzionale, piena di giudici ‘eletti dalla sinistra’; e si inveisce contro il Parlamento, in quanto freno all’azione dell’esecutivo. In altri termini, nel suo discorso, Berlusconi ‘ha ricominciato a prendere di mira gli organi di garanzia costituzionale in quanto tali’, fanno notare al Quirinale. Ed è precisamente questo che ha fatto scattare la reazione del Presidente. Inoltre, nelle parole dette da Napolitano a Letta, si può leggere anche la frustrazione per la fatica di Sisifo a cui è costretto e, ancor più importante, lo sconcerto di fronte a un modo di fare politica di cui non riesce a cogliere la razionalità. ‘Ma come? - ha detto in sostanza Napolitano a Letta -. Ho fatto un discorso a Verona sforzandomi al massimo di spianare la strada alle riforme che dite di volere, indicando un metodo sicuro, e ricominciamo con la guerra istituzionale. A che pro? Per guadagnare qualche applauso al prezzo di compromettere tutto il disegno?’. Ieri Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ha subito sostenuto che ‘è davvero difficile pensare a un confronto con chi ha questa concezione delle istituzioni’. E già pochi minuti dopo, il sottosegretario Paolo Bonaiuti ne ha dedotto che ‘la sinistra ha poca o nessuna voglia di confrontarsi sulle riforme’. Appunto: si ritorna a capo”.

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