
(AGI) - Roma, 22 apr. - La chiave del sistema nervoso. Il suo funzionamento, i fattori di crescita e di moltiplicazione dei neuroni, i misteriosi meccanismi della nostra mente. Sono i grandi obiettivi di ricerca della lunga vita di Rita Levi Montalcini, la piu' grande scienziata italiana del novecento, che compie oggi 101 anni. Nata nel 1909 a Torino, figlia di un matematico e di una pittrice, di famiglia ebraica (e' cugina di Primo Levi, e grande amica di Vittorio Foa) la giovane Montalcini decide nell'autunno del 1930 di studiare medicina all'universita' di Torino. A 20 anni entra nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi (padre di Natalia Ginzburg), iniziando gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la sua vita. Come compagni universitari ha due futuri premi Nobel, Salvador Luria e Renato Dulbecco. Nel 1936 la laurea in Medicina con 110 e lode. Lo stesso anno, Mussolini pubblica il "Manifesto per la difesa della razza": anche la Montalcini deve emigrare, e sceglie il Belgio, dove continua gli studi presso la Facolta' di neurologia dell'Universita' di Bruxelles dove continua i suoi studi sul differenziamento del sistema nervoso. Nel 1940 il ritorno a Torino, dove allestisce un ambulatorio in camera da letto e avvia la ricerca sugli embrioni dei pulcini. L'obiettivo e' quello di comprendere il ruolo dei fattori genetici e di quelli ambientali nella differenziazione dei centri nervosi. Dopo l'8 settembre i Levi vivono a Firenze, dove Rita entra come medico nelle forze alleate. Dopo la guerra, la Levi Montalcini torna dalla famiglia a Torino dove riprende gli studi accademici. Con il suo maestro Giuseppe Levi, inizia a fare ricerca negli embrioni di pollo attraverso i quali approfondisce le ricerche sulle correlazioni nello sviluppo tra le varie parti del sistema. Nel 1947 il biologo Viktor Hamburger, al quale si era ispirata per molti suoi lavori, la invita a Saint Louis, a prendere la cattedra di docente del corso di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University. Doveva essere una breve permanenza, si rivelerera' una scelta trentennale. E' negli States, nel 1951-52, che durante la sperimentazione di un trapianto di tumore di topo sul sistema nervoso dell'embrione di un pulcino la Montalcini scopre il fattore di crescita nervoso, noto come NGF (Nerve Growth Factor), una proteina che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. E' la scoperta della vita, quella che nel 1986 le fruttera' il Nobel per la Medicina. Una scoperta, raccontera', che "andava contro l'ipotesi che il sistema nervoso fosse statico e rigidamente programmato dai geni". Per i successivi trent'anni la scienziata si dedica agli studi sull'Ngf. La sua equipe di ricercatori perfeziona le tecniche per la purificazione del NGF, studiando le ghiandole salivari di topo e la sua identificazione in una molecola scevra di contaminanti. Il metodo, una volta rifinito in ogni dettaglio, permettera' nel 1971 di rendere nota la struttura primaria del NGF e, dodici anni piu' tardi (1983), consenti' a due gruppi di ricerca statunitensi di identificare il gene che programma la sintesi di questa molecola in molte specie animali e nell'uomo. Nella motivazione del Nobel si legge che la scoperta dell'Ngf "e' un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo". Innumerevoli gli incarichi ricoperti dalla Montalcini prima e dopo il Nobel, dalla direzione del Centro di Ricerche di neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) a quella del Laboratorio di Biologia cellulare del CNR. Dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di neurobiologia del CNR con la qualifica di "Superesperto". Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre piu' sofisticate. L'ultima sua "creatura" e' la fondazione Ebri, l'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello. Nel 2001, la nomina da parte del Presidente Ciampi a Senatrice a vita. Ruolo che causera' anche polemiche durante il governo Prodi dal 2006 al 2008, quando il suo voto al Senato risultava spesso decisivo. Nel 2009, al compimento dei cento anni di eta', un altro record infranto per la Montalcini: e' il primo Nobel a superare il secolo di vita.
(AGI) .
AUGURI RITA !








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