Dal primo aprile la pillola Ru486, il farmaco che provoca l'interruzione di gravidanza e il cui utilizzo è stato approvato dall'Agenzia italiana per il farmaco, è disponibile negli ospedali. Il Consiglio superiore di Sanità ha deliberato che la Ru possa essere somministrata soltanto in ricovero ordinario; ma chi la assume, scegliendo l'aborto farmacologico invece di quello chirurgico, può firmare per lasciare l'ospedale. Già fonte di polemiche, ora la pillola abortiva è diventata il vessillo dei neo eletti governatori leghisti di Veneto e Piemonte. In Piemonte Roberto Cota afferma che "può restare nei magazzini"; in Veneto Luca Zaia dice che studierà "il modo per non farla arrivare negli ospedali veneti"
l'espresso
«Se esiste un metodo meno invasivo per abortire questo non deve essere proibito dal nostro Paese. Dunque sì alla pillola ma tra le pareti di un ospedale». A parlare è il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo che, intervistata da Repubblica, prende posizione nel dibattito sulla pillola abortiva Ru486: «Ricordo a Cota e Zaia che la campagna elettorale è finita», dice. «Come donna e madre - afferma il ministro - credo sarebbe ingiusto impedire l’accesso ad un intervento non cruento» alle donne che decidono per l’aborto.
ilsecoloxix
venerdì 2 aprile 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)








Nessun commento:
Posta un commento