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lunedì 5 aprile 2010

GOLDFRAPP SEVENTH TREE



Recensione pubblicata su Giovani.it

Quasi nove anni di carriera e ben quattro album all'attivo per il duo inglese dei Goldfrapp.
Ma le loro produzioni non sono state mai prevedibili quanto il pubblico e critica poteva attendersi.
L'esordio del 2000 “Felt Mountain” si rivelò come canto del cigno dell'intera ubriacatura trip hop in cui erano stati maestri Portishead e Massive Attack.
Ed infatti, celebrato l'addio, il gruppo nel 2003 è tornato con una proposta decisamente più pop ed elettronica che si è trasformata in qualcosa di ancor più ammicante e forse di dubbio gusto con l'uscita del 2003 “Super Nature”, proposta house pop caratterizzata anche da videoclip oggettivamente “volgarotti”.
Ma che nonostante tutto nel duo ci fosse ironia ed ancora qualità vive pronte ad essere espresse lo si poteva intuire ascoltando con attenzione i brani meno pubblicizzati di quei dischi.

E quella fiducia non è stata tradita. I Goldfrapp tornano con un album meraviglioso, in cui tutte le luci dei danceflor ed i lustrini glam vengono spenti e spogliati per dare suono e colore alle bellezza della natura.
“Seventh tree” nasce infatti in un'atmosfera bucolica presso le campagne inglesi di Bath, un luogo sereno e lontano dalla confusione delle grandi metropoli, ed il silenzio contrapposto al frastuono di automobili e folla si riflette anche sulle canzoni che sono sostanzialmente delle ballate.
La sempre angelica voce di Allison Goldfrapp è più che mai libera di lanciarsi su un gioco armonico molto esteso arrivando a prendere note alte con facilità come solo fu capace, ed ancora rimane inarrivata, Elizabeth Frazer dei Cocteau Twins, che si ricorda anche per la magistrale interpretazione di “Teardrop” dei Massive Attack.

Nell'album si gode di un pop sognante in cui l'acustico si accompagna a tappeti sonori dilatati di matrice elettronica mai invasiva ma che anzi si accosta con gusto e ricamo al cantato della brava singer che, oltre alla Frazer, deve molto aver apprezzato le doti espressive della canadese Feist, altro punto di contatto con questa nuova produzione.
“Sevent three” è un cd ottimo per meditare oppure per lasciarsi trasportare con leggerezza e poesia tenendo lontano tutti gli stress e le preoccupazioni che la quotidianità offre.
Se poi si è in procinto di partire per qualche viaggio in paesi dai suggestivi paesaggi, allora queste canzoni devono essere l'obbligatoria colonna sonora.

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