A Erykah Badu piace definire la Part One del progetto New Amerykah come la proiezione in musica della parte sinistra del cervello umano, quella razionale, e la Part Two l'espressione della destra, quella emozionale. New Amerykah Part Two: Return Of The Ankh, in realtà, pur spogliandosi della componente più esplicitamente politico-sociale, ripiega sull'universo femminile esaminando in maniera velatamente psicoanalitica l'estasi e il tormento di quel sentimento universale eppure tanto particolare che è l'amore. Il funk si ammorbidisce per lasciar spazio a un R'n'B imbevuto di soul e jazz, prediligendo sapori seventies e seguendo percorsi poco battuti ma accessibili, fatti di meditazioni in loop e sensazioni viscerali ricche di sfumature. Non aspettatevi, tuttavia, aforismi da involucro di cioccolatini.
Come il simbolo egizio richiamato dal titolo, la chiave della vita intesa come unione di elementi umani e divini, Part Two è una sorta di accogliente bolla protettiva, dilatata da riff di basso in grado di far vibrare le corde dell'anima (Window Seat, Love), pianoforti scintillanti (20 Feet Tall), chitarre avvolgenti (Gone Baby, Don't Be Long costruita su un sample di Arrow Through Me dei Wings), sintetizzatori soul (Incense) e una voce che mette in sintonia mente e corpo. Più che Baduizm, il riferimento è Mama's Gun, vedi e ascolta Just in Time, una suite di dieci minuti in bilico tra jazz e psichedelia, sulla scia di Orange Moon. La lunga schiera di produttori, da 9th Wonder al compianto J. Dilla fino a Georgia Anne Muldrow, fa sì che Ms. Badu possa restituire meticolosamente ogni singola suggestione. Meno imprevedibile rispetto alla Part One, ma comunque unica nel suo genere.
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La polizia di Dallas sta seriamente considerando la possibilità d’incriminare Erykah Badu per offesa al pudore. La cantante ha girato nei giorni scorsi il videoclip per il suo nuovo singolo “Window seat” camminando completamente nuda sulla via di Dallas dove nel lontano 1963 morì sotto i colpi di un cecchino l’allora presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy. La Badu, sotto gli occhi degli ignari passanti (bambini compresi), si è spogliata di quanto aveva addosso arrivando alla Dealey Plaza, dove, come JFK, rimane uccisa da colpi d’arma da fuoco. Il clip ha suscitato numerose polemiche, alimentando commenti contrastanti sulla Rete: tuttavia, la polizia non può perseguire la cantante fino a quando non giungeranno delle denunce vere e proprie. Se qualcuno dei testimoni dello spogliarello della Badu dovesse farsi avanti, la cantante sarebbe incriminata per il reato di offesa al pudore e potrebbe essere condannata ad almeno un anno di prigione e 4mila dollari di multa.








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