Roma, 3 mar. (Adnkronos/Ign) - Il ricorso della Lista Pdl della provincia di Roma, depositato ieri mattina, è stato respinto, con conseguente esclusione alle elezioni regionali. Resta, invece, pendente il ricorso per il listino provinciale Polverini, che in caso di esclusione comporterebbe il venir meno anche della candidata governatrice. La decisione della Corte d'Appello potrebbe arrivare domani sera.
Mentre è stata ammessa la lista civica Polverini. L'Ufficio centrale regionale della Corte di Appello ha accolto, infatti, il ricorso e ha riammesso le candidature di Ettore Viola e Valeria Giuseppa Gangemi nella lista civica Renata Polverini Presidente.
La Corte d'Appello della capitale ha confermato che all'origine della bocciatura della lista del Pdl per le elezioni regionali del Lazio nella circoscrizione di Roma è il mancato rispetto dell'orario previsto per la presentazione delle liste. In attesa delle motivazioni che verranno rese note domani, dalla decisione presa dai magistrati della Corte d'Appello emerge che entro le 12 di sabato scorso la lista del Pdl non era stata presentata e che alle 12.30 il procedimento è stato chiuso. Circostanze che troverebbero conferma in tutti gli elementi esaminati compresi i verbali delle forze dell'ordine.
Il centrodestra ricorrerà al Tribunale amministrativo regionale. La ricostruzione contenuta nel ''provvedimento di rigetto del nostro ricorso'' è ''assolutamente contraddittoria e sarà uno dei motivi dell'immediato ricorso al Tar del Lazio'' fa sapere Ignazio Abrignani, responsabile ufficio elettorale del Pdl.
''Anche se il provvedimento conferma la presenza dei delegati del Pdl negli uffici preposti nei tempi previsti dalla legge, non risponde però in alcun modo alla principale lesione subita dal nostro partito, ossia l'aver impedito ai nostri delegati la presentazione della lista, atto dovuto per legge, in base alla normativa elettorale e oggetto della nostra denuncia penale'', sottolinea Abrignani. ''Mi auguro - auspica - che il Tar sani questo abuso subito dal Popolo della libertà e da tutti gli elettori di Roma''.
E' stata depositata intanto questa mattina, presso la Procura della Repubblica di Roma dall'avvocato Giuseppe Rossodivita, ''la denuncia per calunnia nei confronti di coloro che hanno sottoscritto per conto del Pdl la denuncia per violenza privata a carico dei militanti radicali". E' quanto si legge in una nota dei Radicali. Il legale stesso ha poi annunciato che "Renata Polverini e Ignazio La Russa saranno querelati per diffamazione a giorni, quando Pannella rientrerà da Londra, per le gravi affermazioni nei confronti dei Radicali".
Il caso del Lazio e l'esclusione della lista Formigoni in Lombardia infiammano il dibattito politico. ''Come si può pensare di lasciare senza scelta nel momento più alto della democrazia, quello del voto, due regioni che insieme rappresentano più di un quarto della popolazione italiana?'' dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.
All'attacco il coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa. ''C'è chi come noi vuole dare ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente col voto il governo della propria regione e c'è chi invece per sperare di vincere cerca di gareggiare da solo - è il j'accuse di La Russa - Capiamo che questa è invece l'unica chance che hanno per non perdere, ma vincere facile, correndo da soli, è l'opposto della democrazia. O è 'democrazia popolare' di sovietica memoria''.
Ed è polemica anche sulle parole del ministro della Difesa in un'intervista al Riformista, in cui ha evocato un ''siamo pronti a tutto'' nel caso di esclusione nel Lazio.
"Detto da un ministro della Difesa preoccupa, se dovessimo prendere sul serio questi vaneggiamenti... - commenta il segretario Pier Luigi Bersani - In giro per l'Italia ci sono un sacco di liste escluse, tutti si sono sottomessi alle regole, lo facciano anche loro. Non è il caso di sollevare polveroni, di confusione ce n'è già tanta". "Questa situazione non l'abbiamo cercata noi, nessuno ha stappato lo champagne. E' il centrodestra che non ha rispettato le regole - mette in chiaro Bersani - E ci sono delle procedure, ora si affidino alle regole senza sollevare polemiche assurde e non se la prendano con noi".
Di affermazioni ''gravi e inquietanti'', di ''toni minacciosi ed eversivi'' parla il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi. ''Le parole di La Russa evocano lo squadrismo fascista'' rincara il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario.
Sulla stessa scia il leader radicale Marco Pannella. ''Vorrei ricordare - dice - non al paleo-fascista La Russa, ma a me stesso e ai cittadini italiani, che il capo delle Forze Armate in Italia è il presidente della Repubblica. Non ho nulla da aggiungere".
In giornata, scambiando alcune battute con i giornalisti, anche La Russa è tornato sulla questione. ''Ribadisco, da coordinatore del Pdl, che non lasceremo niente di intentato - ha rimarcato il ministro della Difesa - A partire da ulteriori ricorsi in qualunque sede amministrativa o giudiziaria''. ''Ogni ulteriore azione avviata nei limiti della legalità - ha puntualizzato - e ho sempre pensato che fosse superfluo precisarlo, verrà presa in considerazione. Nessuno si illuda che possa esserci rassegnazione''.
Quanto in particolare al caso Lazio, ''se c'è da muovere un appunto in questa storia, lo muoverei a me stesso... Mi sarebbe piaciuto essere presente quando i radicali in maniera provocatoria e usando violenza hanno allontanato i nostri due rappresentanti delle liste a Roma''. E spiega che, in qualità di parlamentare, avrebbe fatto di tutto pur di portare a casa le liste: ''Mi avrebbero dovuto arrestare piuttosto che impedirmi di esercitare il mio legittimo diritto di presentare le liste...''.
mercoledì 3 marzo 2010
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