Muse - space dementia
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Sono i Muse il miglior gruppo inglese secondo la rivista musicale New Musical Express, autorevole periodico “rock” del Regno Unito. La band del Devon è stata premiata agli Shockwaves NME Awards, durante la cerimonia che si è svolta lo scorso 24 febbraio alla London’s O2 Academy Brixton.
A consegnare il premio ai Muse – che hanno vinto anche nella categoria “Best Website” – sono stati Slash, l’ex storico chitarrista dei Guns’n’Roses, e la cantante Lily Allen. Nella competizione Matthew Bellamy, Christopher Wolstenholme e Dominic Howard hanno battuto altri grandi nomi della musica made in England, vale a dire Oasis, Arctic Monkeys, Biffy Clyro e Kasabian.
Matt Bellamy, frontman del gruppo, ha commentato così la vittoria: “Questa è una vera sorpresa. È estremamente lusinghiero vincere questo premio contro band come Arctic Monkeys e Kasabian”. Comunque anche a quest’ultima band è andata bene, dal momento che ha ottenuto due riconoscimenti prestigiosi, nelle categorie “Best Album” e “Best Album Artwork”, grazie al disco West Ryder pauper lunatic asylum, uscito nel 2009.
Tornando ai Muse, cresce l’attesa per l’epocale concerto che il gruppo terrà a San Siro, l’8 giugno prossimo. Il loro successo è testimoniato anche da una nuovissima applicazione per iPod e iPhone, nata proprio in questi giorni: il prodotto offre ai fan l’accesso a video esclusivi, documentari, concerti live, foto, art work interattivi e contenuti extra di The Resistance, l’album che la band ha pubblicato nel settembre scorso.
Paola Ciaramella
Muse - Hysteria (Live)
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Dopo il grande successo di vendite dei biglietti per il concerto del gruppo allo Stade de France a Parigi, già sold out, e per i due concerti in previsione allo Stadio di Wimbley, presso Londra, quasi sold out, c’è grande attesa da parte dei fans per il concerto del gruppo rock “Muse”, che si terrà l’8 giugno a Milano, allo Stadio San Siro. I biglietti venduti sono già più di 45.000, per cui l’organizzazione ha deciso di estendere le prevendite al terzo anello rosso dello stadio, al fine di venire incontro alle sempre più numerose richieste di biglietti da parte del pubblico.
Il concerto sarà uno dei più seguiti della prossima estate, in quanto il gruppo rock dei “Muse” è attualmente uno dei preferiti dal pubblico del mondo rock.
Muse - Uprising live at Teignmouth 2009 (BBC)
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Muse - New Born Live At Glastonbury
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Tornano i Muse con “The Resistance”, il quinto album della loro carriera. Degli esordi spigolosi non è rimasto praticamente niente, il suono del gruppo si è evoluto album dopo album, proiettandosi verso un rock melodico pomposo e barocco, molte volte al limite del pacchiano. Questo nuovo lavoro riprende da dove il precedente “Black Holes And Revelations” era terminato, portando il suono del gruppo ad un’ulteriore evoluzione (o esasperazione?) verso nuove soluzioni musicali.
Una delle peculiarità dei Muse è sempre stata quella di aver continuato a sperimentare sulla loro musica piuttosto che adagiarsi sugli allori e continuare a riproporre lo stile di “The Origin Of Simmetry”. E questo in ambito musicale è una cosa che fa onore, ma non sempre la sperimentazione e la ricercatezza sono sinonimo di un buon prodotto, specialmente se estremizzate ed eccessive. Se una volta riuscivano tranquillamente a bilanciare il loro lato rock con il loro lato pacchiano, questa volta sembra proprio che abbiano perso la bussola, muovendosi in direzioni diverse ma senza trovare una meta finale. Ascolti “The Resistance” e ti chiedi dove sono finite le chitarre nei primi cinque brani del lavoro, tanto sono coperte da synth, piani e archi. La traccia che da il titolo all’album è una ballata leggera e ai limiti del ruffiano, “Undisclosed Desires” viaggia a cavallo tra i Depeche Mode e R’n'B, mentre la pomposa “United States Of Eurasia (Collateral Damage)” passa da un rock pomposo alla Queen (rasentando il plagio) fino a terminare nella musica classica nell’assolo di piano in coda alla canzone. “Unnatural Selection” e “Mk Ultra” danno l’illusione di un ritorno al chitarrismo, ma è solo una sensazione effimera che viene interrotta dalla seguente “I Belong To You (Mon Coeur Souvre A Ta Voix)”, che inizia come una canzone in stile Maroon 5 prima di finire in un tripudio di teatralità lagnosa. Non paghi di questa commistione di generi tendente al delirio i Muse, per chiudere in bellezza, piazzano una suite classica divisa in tre parti. Una selezione di quanto di meglio dovrebbe esserci nella musica classica e sinfonica, anche se alla fine ha più un effetto soporifero che ammaliante.
I Muse sono questo, una continua ricerca di sfarzo musicale. Difficile dire se sia autocompiacimento o effettivamente ci sia una voglia di sperimentazione continua. Fatto sta che, rispetto ai precedenti lavori, manca quel pezzo da 90 che riesca a fare la differenza, risultando alla lunga anche un po’ dispersivo nella ricerca di un amalgamento forzato tra le canzoni.
Un disco che sicuramente dividerà sia critica che pubblico, dai fans pronti a difendere a spada tratta i propri eroi ai detrattori che qui hanno materiale a palate per rafforzare le loro convinzioni.
soundmagazine
e per finire la figuraccia della SVENTURA








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