
Aldo Busi è uno dei più discussi autori italiani. Discusso anche da quelli che non lo hanno letto e che rimangono affascinati, scioccati, innervositi, sbalestrati o conquistati dalle sue apparizioni in TV. Sulla sua pagina (vedi sotto) si accumulano messaggi di sconosciuti. Busi è insomma un personaggio, più che un modesto artigiano della parola, che opera per lasciare ai posteri un suo messaggio personale.
È nato in una famiglia modesta. Non sopporta a lungo la vita con papà e mamma e se ne va di casa a quattordici anni, facendo i lavoretti che trova, in alberghi e ristoranti. Tre anni dopo la laurea, il suo esordio, Seminario sulla gioventù, (1984), è un successo di critica e di pubblico. Successo che però Busi non coltiva, anzi, manda in malora con i suoi atteggiamenti spregiudicati e ironici. Un pubblico fanatizzato continua a seguirlo - basti dire che i suoi libri sono tradotti (male, secondo lui, ed è comprensibile visto il suo stile) in undici lingue - ma i critici cominciano a prendere le distanze e a ignorarlo. Questo naturalmente non arresta la sua produzione che si fa sempre più palesemente indipendente da regole, dettami e remore. Le sue prese di posizione - che dal punto di vista genericamente politico ci sono molto congeniali - allontanano da lui gli accademici e i distributori di premi, i benpensanti e i consacrati. Insomma Busi è uno scrittore che va contro corrente per istinto e partito preso, sfruttando al massimo i doni letterari che madre natura gli ha concesso, la sua intelligenza ironica e affilata, e anche, bisogna pur ammetterlo, la puzza di zolfo diabolico che si lascia dietro. Iconoclasta, spregiudicato, arrogante e sincero, Busi è un caso da sottoporre al vaglio del tempo. Che sarà di lui tra cent'anni?
«ItaliaLibri»
Essere molto belli è come essere molto intelligenti: una menomazione sociale.
Bisogna arrivare a invidiare le suore che raggiungono l'estasi davanti al crocefisso di legno.
Alba Parietti non è un'artista, è un panettone mal riuscito; trattasi di una bufala nel senso della mozzarella e della zoologia. Persino il fantasma di Tina Pica sarebbe più sexy di lei. Per carità, io le sono molto grato perché fa tornare negli uomini il desiderio di accoppiarsi tra loro.
Non è l'occasione che fa l'uomo ladro, ma l'uomo che fa l'occasione.
Le superstizioni sono la vera religione del popolo, mica il cattolicesimo o l'islamismo.
Al mondo ci sono così tanti tipi di donne che se dovessi elencarli tutti finirei subito.
Perché mai dovrei desiderare di essere Flaubert quando ho la fortuna di essere Aldo Busi?
Per far sì che sia come la prima volta, non incontratevi mai una seconda.
Con un esplicito riferimento al Pontefice, Busi annunciando il suo volontario abbandono al reality ha detto tra l’altro: «L’omofobo è un omosessuale represso, queste persone sono un danno per la società». Gli ascolti oggi sono stati importanti: 4.828.000 (21,65%), ma insieme ai dati sono arrivate le prime dichiarazioni indignate del segretario dell’Udc Lorenzo Cesa e di Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera e componente della Vigilanza Rai che invocavano interventi della Rai servizio pubblico. Così il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, sentito il direttore generale Mauro Masi, ha deciso l’esclusione di Busi dalle trasmissioni Rai, a partire dalle prossime puntate dell’Isola, ravvisando «nel suo comportamento palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali». Busi non è nuovo a strali anticlericali e a frasi senza condanna sulla pedofilia. Magnolia starebbe cercando un riservista di grido per sostituire lo scrittore sull’Isola dove comunque è già arrivata una star come la miliardaria Ivana Trump. Alba Parietti, in piena love story con Cristiano De Andrè, sarebbe stata contattata ma avrebbe declinato l’invito.
La bufera sul caso Busi intanto non si placa. E lo stesso commento, fuori dal coro, di Simona Ventura lo testimonia: «Mi rendo conto che le parole di Aldo Busi dette ieri sera durante la trasmissione possano essere parse fuori luogo e offensive per una parte del nostro pubblico e averne colpito la sensibilità. Detto questo, mi auguro vivamente - conclude - che la Rai ci ripensi e che si possa arrivare ad un accordo per avere con Busi stesso un confronto in un clima più sereno. La censura non è certo il mezzo migliore per chiarire dubbi o sciogliere eventuali questioni». Di censura parlano anche l’Arcigay e la leader gay Imma Battaglia, mentre Franco Grillini, presidente di Gaynet, parla di «marcia epurativa» e di «regime».
Le reazioni
Dalle associazioni Codacons, Aiart e Moige si plaude invece alla "radiazione" di Busi ma si sottolinea anche che bisognava pensarci prima, magari anche prima di ingaggiarlo, visto il personaggio. Il senatore Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Vigilanza, ironizza: «sicuramente di Busi non sentiremo la mancanza. Episodi come quello di ieri sera poco hanno a che fare con la mission del servizio pubblico». Il Pd, con il vicepresidente della Vigilanza Giorgio Merlo, definisce «saggia» la decisione della Rai sullo scrittore Busi, mentre «resta meno comprensibile» quella sul dirigente di Raitre Loris Mazzetti (sospeso 10 giorni per articoli scritti sul Fatto Quotidiano, ndr). Alla fine è una questione di regole: forse, conclude Merlo, «sarebbe utile che le regole venissero sempre applicate, altrimenti si corre un semplice rischio: e cioè un’azienda dove tutto è possibile perchè tutto è opinabile».








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