
di CHIARA ERBA
— LECCO —
GLI ULTIMI ATTI di tensione, una manciata di voti e un seggio per poter vincere al primo turno. Poi un urlo di gioia rimbomba nella sede del Pd di via Parini. Virginio Brivio è il nuovo sindaco di Lecco. Si stringe alla moglie,al figlio, agli amici e ai sostenitori, negli occhi lacrime che trattiene a stento. È la vittoria di Davide su Golia, di un comune cittadino che con il suo impegno e la sua forza di volontà ha avuto la meglio su un viceministro. I lecchesi hanno voluto cambiare dopo 17 anni di governo leghista e hanno deciso di dargli una chance ma il confronto finale si è giocato sul filo del rasoio del ballottaggio. Brivio, sostenuto dalla coalizione formata da Pd, Appello per Lecco, Idv e Sinistraecologia e libertà-Rifondazione, ha vinto con il 50,22% delle preferenze pari a 13.690 voti. Il suo diretto concorrente, il viceministro Roberto Castelli, ha ottenuto il 44,20% con 12.049 voti. Sono andati invece 2,93% a Marco Cariboni (Udc) e 2,62% a Giuseppe Pogliani (Forza civica). «È un risultato ecclatante - ha commentato subito dopo l’arrivo dei risultati il nuovo sindaco di Lecco Virginio Brivio - ed è un modo per dire al centrosinistra di tornare in mezzo alla gente con concretezza. I cittadini non hanno più bisogno di salotti ma serve qualcuno che parli con loro e che si confronti come abbiamo fatto noi. Ringrazio i cittadini che ci hanno sostenuto, questo è un forte segnale mandato da Lecco che la nostra colaizione ha saputo parlare con al gente. Il nostro obiettivo era il ballottaggio e certo non ci aspettavamo la vittoria al primo turno. I lecchesi hanno capito la genuinità dei nostri intenti, la nostra voglia di lavorare partendo dal basso e ha detto di no agli schemi e all’operazione di forzatura che il centrodestra aveva messo in campo».
IL VOTO DISGIUNTO è stato una sorpesa di queste elezioni comunali. «L’alta percentuali di voti disgiunti - ha continuato Brivio - dimostra come la gente abbia ragionato su quanto stava succedendo e abbia saputo fare una distinzione a livello locale. Ora le priorità in Comune saranno legate alle opere pubbliche ferme da tanti anni e al fatto di ridare fiducia ai cittadini, rilanciando il territorio. Cercheremo la collaborazione delle diverse realtà in gioco, anche se di schieramento diverso, e anche con il viceministro Castelli».
L’AFFLUENZA alle urne dei lecchesi è stato del 73,21% con 27.905 votanti, su 38.115 elettori, divisi nelle 43 sezioni cittadine. Sul totale dei votanti ci sono state 237 schede bianche (0,84%), 409 schede nulle (1,46%) e 4 schede contestate (0,01%). Molti lecchesi hanno optato per il voto disgiunto. Alla luce dei risultati ottenuti a queste elezioni, in Consiglio comunale toccano quindi 24 seggi alla maggioranza con 20 al Pd (36,29%), 2 alla lista civica Appello per Lecco (5,37%), 1 a Sinistra ecologia e libertà-Rifondazione (3,58%) e 1 all’Idv (3,38%. All’opposizione ne toccheranno invece 15 di cui 8 al Pdl (25,69%) e 7 alla Lega Nord (20,66%). Nessun seggio è stato conquistato alla lista di Marco Cariboni (Udc) e a quella di Giuseppe Pogliani (Forza civica). Alla festa di ieri presso la sede di via Parini erano presenti anche l’onorevole Lucia Codurelli, il consigliere regionale Carlo Spreafico e il segretario cittadino Vittorio Campione








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